Lettera al padre

LETTERA AL PADRE
da Franz Kafka
adattato, diretto e interpretato da GABRIELE LINARI

“Ciò che mi turba ti tocca appena…ciò che per te è innocenza per me può essere colpa, ciò che per te non ha conseguenze può annientarmi”. (F. Kafka)

lettera_todiPiccoli eventi, a volte solo sguardi…e nel cuore del piccolo Franz Kafka si aprono solchi incolmabili. Emerge dalla Lettera al padre la storia di un’anima tormentata, di un uomo col cuore alla deriva, minato nel fisico e nei pensieri, da una miriade di insetti voraci. Questi insetti sono le piccole incomprensioni, le frasi sbagliate, le parole taglienti di un padre che pare aver sbagliato tutto con il suo illustre figlio.
La Compagnia LABit rende omaggio al grande autore praghese mettendo in scena uno scritto personale: un’accorata lettera al genitore, impregnata di solitudine malinconica mai pervasa da un pur giustificabile rancore.
Il Kafka portato in scena dall’attore e regista Gabriele Linari (autore anche dell’adattamento) è in bilico tra perdono, accusa, rabbia e disperata rassegnazione; in un susseguirsi di emozioni dissonanti, il protagonista nuota tra le incongruenze, impantanato nell’impossibilità di far combaciare le proprie sensazioni di bimbo con le effettive esperienze di umiliazione inflitte da padre superficiale più che dispotico.
Non è una storia di violenze fisiche o di soprusi… è l’incubo infinito di un animo dalla sensibilità spiccata, legato a un insano (e, anch’esso, incomprensibile) “senso di colpa”.
Tra questi umori si muove l’esile figura di Franz, messo a nudo di fronte alle proprie paure, in una confessione quasi senza respiro. A scandire questo percorso nei meandri della mente di Kafka (inframmezzato da brani de La Metamorfosi e altri racconti), le musiche originali di Jontom, con cadute dissonanti ed emozionanti picchi melodici.
Lettera al padre del LABit, è un tributo sincero, affettuoso, rispettoso nella sua ricerca espressiva, mai semplice, mai troppo complicato…diretto eppure disperato…come l’autore a cui è dedicato.

lettera_todi_ombrelliKafka scrisse la Lettera al padre nel 1919, anno in cui le sue pubblicazioni avevano iniziato a fare il giro d’Europa. Molti degli umori presenti nella lettera, si ritrovano ne La Metamorfosi, racconto nel quale la figura di Gregor, trasformato in un insetto, è avvolta da una pietà straordinariamente appassionata. Ed è proprio il padre di Gregor ad uccidere, fatalmente, il figlio trasfigurato. Ma l’autore si esime dal giudicare questo gesto, lasciandolo all’incomprensibilità di un caso estremo, alla fatalità…in coda al racconto, Kafka perdona tutti…e a tutti i parenti del defunto Gregor dona parole di straordinaria serenità, chiamandosi fuori da qualsiasi possibilità di giudizio familiare.

adattato diretto e interpretato da GABRIELE LINARI
aiuto regia ALESSANDRO PORCU
musiche originali JONTOM

Lo spettacolo ha debuttato nel 2004 ed è stato rappresentato in diversi teatri di Roma (Teatro Vittoria, Cometa Off, Teatro Due, Casa delle Culture, Circolo degli Artisti, Teatro Arvalia) oltre che a Latina e a Bolzano, con sempre maggiore successo di pubblico e di critica. Questa “gemma teatrale” è stata presentata nel 2009 al Todi Festival. Nel 2010 Lettera al padre è stato candidato al premio “Marte Live” per la Miglior Regia.

Scheda Tecnica

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